QCM : Corso di Analisi degli Indici Economici — 24 questions

Questions et réponses du QCM

1. Qual è la differenza essenziale tra variazione nominale e variazione reale?

La nominale depura l’effetto dei prezzi, la reale no
La reale depura l’effetto dei prezzi, la nominale no
La nominale riguarda solo i prezzi, la reale solo le quantità
La reale si calcola solo con base mobile

La reale depura l’effetto dei prezzi, la nominale no

Explication

La variazione nominale misura la dinamica ai prezzi correnti, mentre quella reale elimina l’inflazione implicita per confrontare meglio le quantità. È quindi la correzione per i prezzi a fare la differenza.

2. Che cosa misura la variazione tendenziale?

La variazione del paniere rispetto alla base mobile
La somma dei contributi di più divisioni di consumo
La variazione percentuale tra due periodi consecutivi
La variazione percentuale tra lo stesso periodo di due anni consecutivi

La variazione percentuale tra lo stesso periodo di due anni consecutivi

Explication

La variazione tendenziale confronta il mese o periodo corrente con lo stesso mese o periodo dell’anno precedente. È quindi una misura di medio periodo, non di breve periodo.

3. Nella scomposizione del valore, da quali fattori dipende il valore di un bene?

Dal coefficiente di conversione e dal peso
Dal luogo e dal periodo di confronto
Dal prezzo e dalla quantità
Dal prezzo e dalla base mobile

Dal prezzo e dalla quantità

Explication

Il valore di un bene si scompone nel prodotto tra prezzo e quantità. Questa relazione consente anche di collegare l’indice di valore agli indici di prezzo e quantità.

4. Che cos’è il tasso di inflazione acquisito?

La variazione tra due mesi consecutivi dell’anno corrente
La variazione media annua assumendo invariati i mesi restanti
La media geometrica dei prezzi di più beni
La differenza tra l’indice nazionale e quello territoriale

La variazione media annua assumendo invariati i mesi restanti

Explication

Il tasso di inflazione acquisito si ottiene ipotizzando che nei mesi restanti l’indice resti fermo all’ultimo valore osservato. In questo modo si stima la variazione media dell’anno in corso.

5. Perché la variazione reale può risultare maggiore di quella nominale?

Perché usa sempre prezzi più alti del periodo corrente
Perché è calcolata solo con indici a base mobile
Perché ignora completamente l’andamento della produzione
Perché corregge l’effetto dei prezzi e isola meglio la crescita delle quantità

Perché corregge l’effetto dei prezzi e isola meglio la crescita delle quantità

Explication

La variazione reale elimina l’effetto dell’inflazione e mostra l’andamento delle quantità. Per questo può risultare più alta della variazione nominale, come nell’esempio riportato.

6. Quale caratteristica distingue la base mobile dalla base fissa?

Richiede sempre pesi identici per tutti i periodi
Usa come riferimento il periodo immediatamente precedente
Confronta solo aree geografiche e non periodi
Mantiene fisso l’anno base per tutto il calcolo

Usa come riferimento il periodo immediatamente precedente

Explication

La base mobile prende come base il periodo immediatamente precedente e quindi cambia a ogni confronto. È per questo che si collega alle variazioni congiunturali.

7. Che cosa afferma l’inversione dei fattori nel caso di Fisher?

L’indice di prezzo è sempre uguale all’indice di quantità
L’indice di valore è il prodotto degli indici di prezzo e quantità
L’indice di valore coincide con la media aritmetica dei due indici
L’indice di quantità è il reciproco dell’indice di valore

L’indice di valore è il prodotto degli indici di prezzo e quantità

Explication

Per Fisher vale la relazione tra prezzo, quantità e valore: il prodotto degli indici di prezzo e quantità restituisce l’indice di valore. Questa proprietà non vale, nel materiale, per Laspeyres e Paasche.

8. Che cosa si intende per produzione nominale?

La produzione depurata dall’effetto dei prezzi
La quantità prodotta a prezzi costanti
Il valore della produzione ai prezzi correnti
La variazione percentuale tra due mesi consecutivi

Il valore della produzione ai prezzi correnti

Explication

La produzione nominale è valutata ai prezzi correnti e quindi incorpora anche l’effetto dei prezzi. La produzione reale, invece, corregge proprio questo effetto.

9. Perché i cambi ufficiali non bastano per confrontare i prezzi tra paesi?

Perché sono sempre uguali per tutte le valute
Perché non riflettono bene le parità dei poteri d’acquisto interne
Perché coincidono con i prezzi interni di ogni bene
Perché dipendono solo dai prezzi dei beni alimentari

Perché non riflettono bene le parità dei poteri d’acquisto interne

Explication

Il tasso di cambio ufficiale non misura direttamente il potere d’acquisto interno, quindi può essere poco adatto ai confronti territoriali dei prezzi. Per questo si usano le parità dei poteri d’acquisto.

10. A che cosa serve il coefficiente di conversione nel cambiamento di base?

A calcolare la media geometrica dei prezzi
A rendere mobile una base già fissata
A trasformare una variazione nominale in una reale
A passare da una base fissa a un’altra

A passare da una base fissa a un’altra

Explication

Il coefficiente di conversione permette di passare da una base fissa a un’altra dividendo gli indici della prima serie per il coefficiente appropriato. Serve quindi a riallineare le serie su una nuova base.

11. Che cosa rappresenta una parità economica elementare?

Il rapporto tra due prezzi dello stesso bene nelle rispettive valute
Il tasso di cambio fissato dalle banche centrali
La media dei prezzi di un paniere di beni in due paesi
La differenza tra il livello dei prezzi e il reddito pro capite

Il rapporto tra due prezzi dello stesso bene nelle rispettive valute

Explication

La parità economica elementare è il rapporto tra i prezzi di uno stesso bene in due valute diverse e descrive un tasso di conversione a parità di potere d’acquisto del bene. È la base per costruire indici sintetici più complessi.

12. Che cosa misura la variazione congiunturale?

La differenza tra prezzo e quantità nello stesso momento
La variazione media annua rispetto a una base fissa
La variazione percentuale tra lo stesso periodo di due anni consecutivi
La variazione percentuale tra un periodo e quello immediatamente precedente

La variazione percentuale tra un periodo e quello immediatamente precedente

Explication

La variazione congiunturale confronta un periodo con il precedente e descrive quindi il movimento di breve periodo. La variazione tendenziale, invece, confronta lo stesso periodo di anni diversi.

13. Come si ottiene il coefficiente di conversione tra due basi fisse?

Dalla media aritmetica dei valori osservati
Dal numero indice della prima serie relativo al periodo che corrisponde alla nuova base
Dal prodotto tra le variazioni congiunturali successive
Dalla differenza tra gli indici di prezzo e di quantità

Dal numero indice della prima serie relativo al periodo che corrisponde alla nuova base

Explication

Il coefficiente di conversione è legato al numero indice della serie originaria nel periodo che diventa nuova base. Una volta calcolato, consente di riscalare tutti gli indici della serie.

14. Che cosa confrontano i numeri indici semplici?

L’andamento di un singolo fenomeno tra due tempi o due luoghi
Il solo cambiamento di quantità in un paniere di beni
La sola differenza tra prezzi correnti e prezzi costanti
La variazione complessiva di più fenomeni aggregati

L’andamento di un singolo fenomeno tra due tempi o due luoghi

Explication

I numeri indici semplici confrontano un singolo fenomeno, come un prezzo o una quantità, tra due momenti o due luoghi. Non servono invece a sintetizzare più beni insieme, compito degli indici complessi.

15. Quale proprietà vale per il numero indice relativo quando base e termine coincidono?

Assume valore 0
Assume valore 1
Assume valore negativo
Assume valore 100

Assume valore 1

Explication

Quando base e termine coincidono, il rapporto è pari a 1: questa è la proprietà di identità. Il valore 100 riguarda solo la convenzione percentuale con base 100, non la definizione del numero indice relativo.

16. Come si costruisce l’indice nazionale a partire dai sub-indici territoriali?

Come media geometrica semplice dei sub-indici
Come differenza tra il sub-indice più alto e quello più basso
Come rapporto tra il sub-indice base e quello terminale
Come media ponderata dei sub-indici

Come media ponderata dei sub-indici

Explication

L’indice nazionale è ottenuto come media ponderata dei sub-indici territoriali, con pesi associati a ciascuna area. In questo modo ogni area contribuisce in misura proporzionale alla sua importanza.

17. Nel metodo diretto per il calcolo degli aggregati, che cosa si calcola per primo?

Il coefficiente di conversione tra basi
La variazione reale depurata dall’inflazione
La variazione nominale ai prezzi correnti
La media ponderata dei sub-indici

La variazione nominale ai prezzi correnti

Explication

Nel metodo diretto si parte dai valori ai prezzi correnti per ottenere la variazione nominale. Solo dopo si corregge per l’effetto dei prezzi per arrivare alla variazione reale.

18. Quale affermazione descrive correttamente la reversibilità delle basi?

Scambiando base e termine, l’indice si somma a 1
Scambiando base e termine, l’indice resta invariato
Scambiando base e termine, l’indice diventa il reciproco
Scambiando base e termine, l’indice diventa sempre 100

Scambiando base e termine, l’indice diventa il reciproco

Explication

La reversibilità delle basi afferma che invertendo base e termine si ottiene il reciproco dell’indice corrispondente. Nel materiale questa proprietà è attribuita a Fisher, non a Laspeyres o Paasche.

19. Perché i numeri indici sono detti numeri puri?

Perché sono espressi sempre in percentuale
Perché non dipendono dall’unità di misura usata nel confronto
Perché valgono necessariamente 100 nel periodo base
Perché si riferiscono solo a prezzi e non a quantità

Perché non dipendono dall’unità di misura usata nel confronto

Explication

Essendo rapporti, i numeri indici non dipendono dall’unità di misura usata, come euro o sterline. La base può essere posta a 100, ma l’indice non deve valere sempre 100.

20. Quale informazione viene usata per il sistema di ponderazione dell’esempio?

Il numero di carburanti disponibili in ogni anno
Il numero di immatricolazioni per provincia, marca, modello e alimentazione
La distanza media percorsa dagli utenti
Il solo prezzo del veicolo più venduto

Il numero di immatricolazioni per provincia, marca, modello e alimentazione

Explication

Nel caso descritto la ponderazione si basa sul numero di immatricolazioni, articolato per provincia, marca, modello e alimentazione. Questo consente di costruire gli indici dei livelli superiori in modo ponderato.

21. Quando si parla di inflazione strisciante?

Quando il tasso annuo supera il 5%
Quando l’aumento dei prezzi supera il 20%
Quando la variazione tendenziale è contenuta, in genere tra il 2% e il 4%
Quando l’indice dei prezzi resta costante per tutto l’anno

Quando la variazione tendenziale è contenuta, in genere tra il 2% e il 4%

Explication

L’inflazione strisciante indica aumenti moderati dei prezzi, tipicamente tra il 2% e il 4% nella variazione tendenziale. Oltre il 5% si entra nella fascia dell’inflazione galoppante.

22. In un indice a base fissa, che cosa resta costante nel confronto?

La variazione percentuale del periodo corrente
Il periodo immediatamente precedente
Il valore dell’indice al numeratore
Il periodo o luogo di riferimento al denominatore

Il periodo o luogo di riferimento al denominatore

Explication

La base fissa mantiene costante il riferimento al denominatore, così da misurare lo scostamento rispetto a un’ancora stabile. Nella base mobile, invece, il riferimento cambia di volta in volta.

23. Nel caso di esempio sui trasporti, con quale criterio si ottengono gli indici degli strati elementari?

Con il rapporto tra prezzo massimo e prezzo minimo
Con la media aritmetica non ponderata di tutti i prezzi
Con la media geometrica semplice degli indici dei modelli
Con la somma dei prezzi di mercato della provincia

Con la media geometrica semplice degli indici dei modelli

Explication

Gli indici degli strati elementari si calcolano come media geometrica semplice degli indici dei modelli appartenenti allo strato. I livelli superiori, invece, usano medie aritmetiche ponderate.

24. Da che cosa dipende il contributo di una componente alla variazione tendenziale?

Solo dalla base di riferimento scelta
Dal fatto che la componente sia territoriale o nazionale
Dalla dinamica del prezzo e dal suo peso
Solo dal numero di osservazioni rilevate

Dalla dinamica del prezzo e dal suo peso

Explication

Il contributo combina sia l’andamento della componente sia il suo peso nell’indice generale. Per questo una componente può incidere molto anche con una variazione moderata, se il suo peso è elevato.

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Numeri indici semplici — definizione?

Confrontano l’andamento di un fenomeno tra due tempi o luoghi.

Numero indice elementare — funzione?

Rapporto tra due termini della serie, riferito a base e corrente.

Indici a base fissa — ruolo?

Mantengono fisso il periodo di riferimento nel confronto.

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