QCM : Dialetti e varietà italiane (16 questions)

Questions et réponses du QCM

1. Nel campione di persone tra 18 e 74 anni, quale percentuale parlava italiano in famiglia e quale usava prevalentemente il dialetto?

Il 53,1 % parlava italiano con gli amici e il 9 % usava prevalentemente il dialetto
Il 9 % parlava italiano in famiglia e il 53,1 % usava prevalentemente l’italiano
Il 53,1 % parlava italiano in famiglia e il 9 % usava prevalentemente il dialetto
Il 9 % parlava italiano in famiglia e il 53,1 % usava prevalentemente il dialetto

Il 53,1 % parlava italiano in famiglia e il 9 % usava prevalentemente il dialetto

Explication

Nel campione tra 18 e 74 anni, il 53,1 % parlava italiano in famiglia, mentre il 9 % usava prevalentemente il dialetto. Invertire le percentuali scambia i due comportamenti; riferirsi agli amici cambia il contesto; attribuire al dialetto la quota maggiore confonde italiano e dialetto.

2. Un confronto regionale considera l’uso prevalente o esclusivo dell’italiano in famiglia: quale risultato dovrebbe rilevare tra Centro e Nordovest, da un lato, e Nordest, Sud e isole, dall’altro?

38,8 % al Centro e nel Nordovest, contro 69,5 % nel Nordest, nel Sud e nelle isole
53,1 % al Centro e nel Nordovest, contro 38,8 % nel Nordest, nel Sud e nelle isole
69,5 % al Centro e nel Nordovest, contro il 53,1 % nel Nordest, nel Sud e nelle isole
69,5 % al Centro e nel Nordovest, contro 38,8 % nel Nordest, nel Sud e nelle isole

69,5 % al Centro e nel Nordovest, contro 38,8 % nel Nordest, nel Sud e nelle isole

Explication

L’uso prevalente o esclusivo dell’italiano in famiglia raggiunge il 69,5 % al Centro e nel Nordovest, rispetto al 38,8 % nel Nordest, nel Sud e nelle isole. Invertire i valori capovolge il confronto; l’uso generale e il 53,1 % nazionale non sono il dato regionale richiesto.

3. Una persona sostiene che i dialetti siano forme corrotte dell’italiano standard. Quale interpretazione corregge questa affermazione?

Sono varietà locali nate dall’italiano standard
Sono forme letterarie recenti imposte alle comunità
Sono deformazioni dell’italiano standard diffuse localmente
Sono evoluzioni normali delle lingue parlate localmente

Sono evoluzioni normali delle lingue parlate localmente

Explication

I dialetti sono evoluzioni normali delle lingue parlate localmente, non corruzioni dell’italiano. La corruzione riprende l’idea errata; considerarli derivati dallo standard inverte il rapporto; definirli forme letterarie recenti non corrisponde alla loro origine.

4. Quale quadro descrive correttamente le origini e le influenze dei dialetti italiani?

Prevalentemente dal latino, con apporti tedeschi al nord e greci e albanesi al sud, senza influenze di sostrati o migrazioni
Prevalentemente dal toscano, con apporti tedeschi al nord e greci e albanesi al sud, oltre a sostrati e lingue introdotte da conquiste e migrazioni
Prevalentemente dal latino, con apporti greci e albanesi al nord e tedeschi al sud, oltre a sostrati e lingue introdotte da conquiste e migrazioni
Prevalentemente dal latino, con apporti tedeschi al nord e greci e albanesi al sud, oltre a sostrati e lingue introdotte da conquiste e migrazioni

Prevalentemente dal latino, con apporti tedeschi al nord e greci e albanesi al sud, oltre a sostrati e lingue introdotte da conquiste e migrazioni

Explication

I dialetti derivano soprattutto dal latino, ma presentano anche apporti di dialetti tedeschi al nord e di greco e albanese al sud, oltre a influenze di sostrati, conquiste e migrazioni. Limitarsi al latino trascura queste componenti; invertire le aree sbaglia la distribuzione; il toscano è l’origine dell’italiano standard, non dei dialetti nel loro insieme.

5. Quale spiegazione collega correttamente lo sviluppo dell’italiano standard alla sua affermazione culturale?

Si sviluppò dal toscano, valorizzato soprattutto dal successo di Manzoni
Si sviluppò dal toscano, diffuso soprattutto dall’istruzione obbligatoria e dalla televisione
Si sviluppò dal latino, valorizzato dal successo di Dante, Boccaccio e Petrarca
Si sviluppò dal toscano, valorizzato dal successo di Dante, Boccaccio e Petrarca

Si sviluppò dal toscano, valorizzato dal successo di Dante, Boccaccio e Petrarca

Explication

L’italiano standard si sviluppò dal toscano, il cui prestigio fu sostenuto dal successo di Dante, Boccaccio e Petrarca. Il latino confonde l’origine remota con quella dello standard; Manzoni non è il gruppo di autori che ne fondò il prestigio; scuola e televisione furono soprattutto strumenti di diffusione successiva.

6. Quali varietà il governo italiano riconosce ufficialmente come lingue?

Sardo, friulano e ladino
Sardo, napoletano e siciliano
Ladino, napoletano e siciliano
Friulano, ladino e siciliano

Sardo, friulano e ladino

Explication

Il riconoscimento ufficiale del governo italiano comprende sardo, friulano e ladino. Napoletano e siciliano rimandano al riconoscimento dell’UNESCO; le altre combinazioni sostituiscono una delle varietà riconosciute dal governo.

7. Quali varietà sono riconosciute come lingue dall’UNESCO oltre a quelle incluse nel riconoscimento governativo citato?

Sardo e napoletano
Sardo e friulano
Friulano e ladino
Napoletano e siciliano

Napoletano e siciliano

Explication

Il riconoscimento attribuito all’UNESCO include anche napoletano e siciliano. Sardo, friulano e ladino sono le varietà indicate nel riconoscimento governativo; le altre coppie mescolano o sostituiscono queste categorie.

8. Due paesi italiani confinanti mostrano differenze dialettali marcate: quale conclusione è più coerente con la distribuzione dei dialetti italiani?

I dialetti possono differire molto anche tra paesi vicini
Le differenze locali escludono ogni macroarea dialettale
I dialetti dei paesi vicini appartengono alla stessa varietà
Il confine tra le due parlate coincide con quello comunale

I dialetti possono differire molto anche tra paesi vicini

Explication

I dialetti italiani non hanno confini netti e possono presentare differenze marcate persino tra paesi confinanti. La prossimità non garantisce somiglianza, né implica che i confini linguistici coincidano con quelli amministrativi o che non esistano macroaree.

9. In una varietà dialettale si osservano la semplificazione delle consonanti doppie tra vocali e la trasformazione in “s” di una consonante palatale come “c”. Quale insieme di tratti aggiuntivo è caratteristico dei dialetti settentrionali?

Affricazione della “s” e sonorizzazione dopo nasale
Presenza di una vocale finale indistinta ə
Aspirazione delle consonanti “k”, “t” e “p”
Caduta delle vocali atone finali, tranne la “a”

Caduta delle vocali atone finali, tranne la “a”

Explication

Nei dialetti settentrionali si indeboliscono le consonanti intervocaliche, cadono le vocali atone finali salvo la “a” e consonanti palatali come “c” possono trasformarsi in “s”. La vocale indistinta, la gorgia e l’affricazione della “s” sono tratti attribuiti ad altre varietà.

10. Quale descrizione distingue correttamente l’assibilazione indicata tra i tratti dei dialetti settentrionali?

Trasformazione in “s” di una consonante palatale come “c”
Trasformazione della “s” in un suono affricato
Caduta delle vocali atone alla fine della parola
Aspirazione di consonanti come “k”, “t” e “p”

Trasformazione in “s” di una consonante palatale come “c”

Explication

L’assibilazione settentrionale è la trasformazione in “s” di consonanti palatali come “c”. L’affricazione riguarda invece la “s”, l’aspirazione caratterizza la gorgia toscana e la caduta vocalica è un tratto distinto.

11. Un parlante toscano pronuncia le consonanti “k”, “t” e “p” con aspirazione. Quale fenomeno sta realizzando?

La gorgia toscana
La sonorizzazione centro-meridionale
L’affricazione centro-meridionale
L’assibilazione settentrionale

La gorgia toscana

Explication

La gorgia toscana consiste nell’aspirazione delle consonanti “k”, “t” e “p”. La sonorizzazione dopo nasale e l’affricazione della “s” sono tratti centro-meridionali, mentre l’assibilazione riguarda consonanti palatali trasformate in “s”.

12. In una parlata si sente una vocale finale indistinta “ə”, “dente” diventa “dende” e la “s” assume una pronuncia affricata. A quale varietà corrisponde questa combinazione?

Alla varietà centro-meridionale
Alla varietà meridionale estrema
Alla varietà toscana
Alla varietà settentrionale

Alla varietà centro-meridionale

Explication

Le varietà centro-meridionali presentano la vocale finale indistinta ə, la sonorizzazione delle occlusive dopo nasale e l’affricazione della “s”. La caduta delle vocali atone finali è settentrionale, la gorgia è toscana e la trasformazione in “s” delle palatali è l’assibilazione.

13. Una ricercatrice raccoglie campioni dialettali in Salento, Calabria centro-meridionale e Sicilia. A quale area dialettale appartengono queste località?

All’area dei dialetti meridionali estremi
All’area dei dialetti centro-meridionali
All’area dei dialetti toscani
All’area dei dialetti settentrionali

All’area dei dialetti meridionali estremi

Explication

I dialetti meridionali estremi si estendono dal Salento alla Calabria centro-meridionale e fino alla Sicilia. L’area centro-meridionale, quella toscana e quella settentrionale sono classificazioni geografiche diverse.

14. In una forma dialettale calabrese come «focu meu», quale caratteristica permette di riconoscere i dialetti meridionali estremi?

La caduta delle vocali atone finali, salvo la a
La presenza di una vocale finale indistinta
L’indebolimento delle consonanti tra vocali
La distinzione tra le vocali latine finali o e u

La distinzione tra le vocali latine finali o e u

Explication

Queste varietà conservano la distinzione tra o e u latine in posizione finale, come mostra «focu meu». La vocale indistinta, la caduta delle vocali finali e l’indebolimento consonantico sono tratti associati ad altre aree dialettali.

15. Su una carta linguistica, una linea racchiude una zona in cui si ritrova lo stesso tratto fonetico. Come si chiama questo tipo di linea?

Un’isoglossa
Un’area di bilinguismo
Un confine amministrativo
Un dialetto locale

Un’isoglossa

Explication

Un’isoglossa delimita sulla carta geografica l’area di diffusione di un singolo tratto linguistico, che può essere morfologico, fonetico o lessicale. Il confine amministrativo è politico, il dialetto è una varietà e l’area di bilinguismo riguarda la compresenza di lingue.

16. Un ricercatore classifica i dialetti italiani usando le linee La Spezia-Rimini e Roma-Ancona. Quale descrizione rispetta la suddivisione indicata da queste linee?

La Spezia-Rimini separa i settentrionali dai mediani; Roma-Ancona delimita i meridionali.
La Spezia-Rimini delimita i settentrionali; Roma-Ancona separa i mediani dai meridionali.
La Spezia-Rimini separa i mediani dai meridionali; Roma-Ancona delimita i settentrionali.
La Spezia-Rimini delimita i toscani; Roma-Ancona separa i settentrionali dai meridionali.

La Spezia-Rimini delimita i settentrionali; Roma-Ancona separa i mediani dai meridionali.

Explication

La linea La Spezia-Rimini delimita i dialetti settentrionali, mentre Roma-Ancona separa i dialetti mediani da quelli meridionali. Invertire le linee o attribuire loro una separazione diversa confonde le macroaree indicate.

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Quale quota del campione tra 18 e 74 anni parla italiano in famiglia, secondo Istat (2014)?

Il 53,1 %.

Quale quota del campione tra 18 e 74 anni usa prevalentemente il dialetto?

Il 9 %.

Che cosa rappresentano i dialetti rispetto all’italiano?

Evoluzioni normali delle lingue parlate localmente.

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